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Premio di Poesia "La Voce"

Edizione 2011/2012

Il comitato direttivo dell’Università delle Tre Età - Unitre di Catania, nel quadro delle sue attività sociali e culturali, bandisce, per l’anno accademico 2011 - 2012, un concorso regionale di poesia aperto agli iscritti delle sedi siciliane dell’Associazione. Ogni partecipante può inviare massimo due poesie a tema libero e non in dialetto.
Ogni lavoro, dattiloscritto ed in duplice copia, deve recare in calce il nome, il cognome, la sede di appartenenza e deve essere inviato entro il 31 marzo 2012 alla Prof.ssa Pina Lisi, Segreteria del premio “La Voce”, Via Canfora, 135 - 95128 Catania. I lavori non saranno restituiti. Ai concorrenti che, a giudizio insindacabile della commissione designata dal comitato direttivo e composta da 3 membri, si classificheranno ai primi tre posti verranno assegnate targhe ricordo nel corso della cerimonia di chiusura dell’anno accademico che si svolgerà a Catania ai primi di giugno p.v. Le poesie premiate verranno pubblicate nel giornalino “La Voce dell’Unitre” di Catania. 
L’invito alla cerimonia non dà diritto al rimborso delle spese.
Il Direttivo

Pubblichiamo le poesie vincitrici del Premio
“La Voce” dell’Anno Accademico 2011 - 2012

Kamikaze
E Dio lo vuole?
Martire assassino
coglierai il tuo nemico
inerme
nell’aria tersa di un mattino
senza più domani.
A te oscura la sua vita
al verdetto inesorabile piegata
di sangue e d’odio
che non lascia tregua.
Aveva tempo ancora
e passi da avanzare in due
e gesti timidi e promesse.
Paura e incanto nelle sue parole.
Aveva tempo
e tu gliel’hai rubato
con la sua vita
coi suoi piccoli sogni disperati
sfatti nel pianto perpetuo d’una madre
che non ha più sguardo.
La sua.
La tua.
Rita Alessandro Consoli - Unitre Catania
1° premio ex aequo
Motivazione:
Un linguaggio scarno ed essenziale
per esprimere angoscia e orrore di fronte ad un fanatismo
vigliacco e disumano che si arroga il diritto
di distruggere vite inermi e affetti.

Volare
Vieni, tendimi la mano,
voliamo insieme nei cieli azzurri,
attraversiamo i bianchi cirri,
sfioriamo le stelle,
immergiamoci nelle serene galassie,
tuffiamoci nel limpido mare,
sorvoliamo la terra, ritorniamo nell’infinito
dove tacciano mente e pensieri,
entriamo nel divino armonico silenzio,
avvolti da un arcobaleno di luci e colori.
Mario Messina - Unitre Modica (RG)
1° premio ex aequo
Motivazione
: Un fantastico, travolgente, fantasmagorico
volo senza confini per cantare un
sentimento d’amore intensamente vissuto.

Chiaro di luna
Stasera, questa luna piena mi ricorda tutte le notti
trascorse al suo chiarore; che odore di gelsomini
e rose rampicanti sulla terrazza antica!
Passi felpati nella notte, occhi luccicanti,
cercano la preda preferita.
Mentre i grilli friniscono tra i rami
e le lampare, lontani lumicini,
penetrano nel silente mare i loro raggi.
Pesci argentati, guizzano, prigionieri di reti.
Sorge il sole e dentro l’onde scompari tu,
splendente e solitaria luna.
Pina Cannarella - Unitre Modica (RG)
2° premio
Motivazione:
Capacità evocativa e intensità di immagini
rendono l’incanto di lontani, sognanti notturni.

Verso sera
E verso sera, allora
ci si trovava insieme
alla fioca luce d’un lume
attorno a un tavolo.
La mamma aveva preparato
cose semplici e buone
e aveva tessuto nell’attesa
l’armonia degli affetti.
E cenavamo tranquilli
senza guardare lontano.
Scende ancora la sera
e noi torniamo, sparsi,
per appressarci a quel tavolo
per ritrovare il babbo stanco
per volerci ancora bene.
Angelo Messina - Unitre Giarre (CT)
3° premio
Motivazione
: Delicatezza e semplicità di linguaggio
esprimono una profonda, nostalgica, intimità
di affetti.

Un po’ di te...
Ora che il tempo
di sue scarpe chiodate
profondamente in me
impresso ha i segni,
avviene non di rado,
all’improvviso.
che il volto tuo
nel mio io scorga,
o madre,
o i gesti tuoi nei miei,
o anche
ch’io riconosca
il tuo pensier nel mio,
o la tua voce
nella mia io senta:
prima che
una notte senza fine
calasse su di te,
un po’ di te tu hai voluto
lasciarmi addosso,
o madre mia,
mirando,
ne son certa,
a tenermi in tal modo
compagnia
quando vecchia
io sarei stata e sola
e negletta dal mondo
e sconsolata.
Marina Marino - Unitre Comiso (RG)
Menzione

Etna
Tu maestosa, solitaria te ne stai,
tutto intorno a te è vita e tu vita stessa sei,
sia quando il fuoco lambisce i tuoi fianchi,
sia quando ammantata di neve,
dai spettacolo di candore e di bellezza.
Antonietta Melissa - Unitre - Giarre (CT)
Menzione

La maschera
Perché piangi pagliaccio
se un cuore non hai.
Perché ridi pagliaccio
se amato non sei.
La tua maschera è un gioco
sei di un mondo irreale
non si addice a un pagliaccio
quel che all’uomo è normale.
Il tuo compito è quello
di far ridere gli altri:
canti, balli, ti muovi
sembri fatto di legno
con quel viso imbrattato
quasi fossi un pupazzo.
Poi ti fermi e non parli
è bagnato il tuo viso
sarà pioggia
o chissà.
Forse dentro a quel petto
in quel mondo irreale
hai un cuore che piange
perché amore non ha.
Antonino Lardizzone - Unitre Catania
Menzione